Onestamente: le formule generali
hanno un margine, e su atleti può
ampliarsi. La meta-analisi di
O'Neill et al. 2023 (Sports
Medicine) ha confrontato le
equazioni predittive con la
calorimetria indiretta in
popolazione atletica e documenta
sottostime fino a centinaia di
kcal/giorno con Harris-Benedict in
atleti d'élite. Tra le formule oggi
disponibili, Ten-Haaf & Weijs
2014 (PLOS ONE) — tre
variabili: età, peso, altezza — è
la più accurata e precisa sugli
atleti ricreativi 18-35 anni. È un
limite di ogni equazione
predittiva, non solo della nostra.
Per questo MetaMap non chiude il
numero in scatola. Se hai un BMR
misurato — calorimetria indiretta
in laboratorio, stima da
smartwatch (con cautela: è
approssimativa), un'analisi BIA
recente — lo inserisci a mano nello
scontrino e il calcolo del giorno
parte da quel valore. Le altre sei
voci (veglia attiva, allenamento,
camminata, EPOC, stabilizzatore,
sesso) restano calcolate sulla
giornata reale.
Risultato: per chi rientra nel
margine standard delle formule
predittive, il calcolo regge. Per
chi è fuori — composizione corporea
atipica, anni di lavoro avanzato —
l'override esiste e non ti
costringe a fingere di rientrare in
un profilo che non sei.